19 abril 2021

Milan-Juve e il primo campionato dei veleni

Il 1906 è un anno importante per la letteratura italiana: Giosuè Carducci vince il premio Nobel, poco prima della scomparsa del poeta toscano a 72 anni. Nel calcio siamo ancora agli albori, i giocatori scendono in campo con divise raffazzonate, pantaloni lungi e lunghi baffi a manubrio. Qualcuno indossa un berretto. Il campionato organizzato dalla FIF (Federazione Italiana Football), l’antesignana della FIGC, è appena stato vinto dalla Juventus; ancora una volta, dopo il Milan nel 1901, il dominio del Genoa è stato spezzato, coi rossoblù che ci hanno messo molto del loro pareggiando l’ultima partita del girone finale con l’US Milanese, fino a quel momento a zero punti. Rispetto all’anno precedente, nel 1906 le squadre iscritte sono cinque, due genovesi, due milanesi e una torinese, la Juventus.

Il campionato si svolge tra gennaio e aprile. A Genova, il Genoa supera per l’ennesima volta l’Andrea Doria (3-1 e 1-0) ma non è più la squadra che ha dominato i primi sette anni di storia del campionato: Spensley, quasi quarantenne, è all’ultima stagione, Agar ha smesso, Pasteur ha 30 anni. In Lombardia invece il Milan si vendica dello schiaffo subito dall’US Milanese l’anno prima con una doppia vittoria, 4-3 in casa, a Corso Monforte e 2-1 in via Comasina. Il girone finale inizia il 21 gennaio, con il pareggio a Ponte Carrega, 1-1 tra Genoa e Juventus. La seconda partita dovrebbe disputarsi a Milano tra Milan e Genoa, ma i rossoblù non si presentano e la gara sarà recuperata in aprile. Si gioca invece la gara a campo inverso, il 4 marzo.

Il Milan ha ormai il solo Kilpin tra i campioni di cinque anni prima, e l’ossatura è ormai italiana. In porta c’è Attilio Trerè, per le cronache Trerè II, minore di Alessandro. Curiosamente, l’anno dopo giocherà come terzino. A Genova, il Milan va avanti con due gol di Guido Pedroni ma viene raggiunta: 2-2 il finale.

Dopo due partite, il Genoa ha 2 punti, Juventus e Milan 1. Al Motovelodromo Umberto I di Torino, Attilio Trerè gioca addirittura punta e porta addirittura in vantaggio i rossoneri, che chiudono il primo tempo avanti 1-0. Il Motovelodromo si infiamma nel secondo tempo, il pubblico torinese sostiene la squadra di casa che raggiunge il parggio con Donna e ottengono il gol della vittoria con Armano, che batte il sostituto di Trerè, François Menno Knoote. Il girone finale volge decisamente a favore di bianconeri, pronti a bissare il successo dell’anno precedente.

Il 18 marzo a Torino arriva il Genoa: la Juventus è in vantaggio, ma i tifosi del Genoa protestano (secondo alcune fonti contro un arbitraggio a loro modo di vedere sfavorevole, secondo altre inviperiti verso i propri giocatori che sbagliano due rigori) e, cosa che accade per la prima volta nel campionato italiano, invadono il campo facendo sospendere la partita. Concetti come la responsabilità oggettiva ancora non esistono, e in pratica in quegli anni le vittorie a tavolino sono solo per rinuncia. La situazione comunque è tesa, e la FIF stabilisce che la partita venga ripetuta una settimana dopo.

Ma a Torino nevica e tocca nuovamente rinviare. I genoani fanno valere il clima poco amichevole di Torino e la FIF decide, tra lo sconforto e l’arrabbiatura dei dirigenti torinesi, che si gioca a Milano. Le due tifoserie raggiungono il capoluogo lombardo, e secondo alcune fonti siamo di fronte ai primi treni speciali della storia.

I bianconeri giocano alla morte e vincono 2-0. Sta di fatto che la Juventus sembra pronta a bissare il successo del 1905, in classifica ha 5 punti, il Genoa 2 e il Milan 1. Ormai i genoani sono fuori dai giochi, dovendo giocare ancora una sola partita, solo il Milan può arrivare allo spareggio con i bianconeri vincendo entrambe le gare che restano loro.

In realtà, il Genoa non si presenta a Milano e i rossoneri raggiungono quota 3 senza sporcarsi. Il 22 aprile in corso Monforte arriva la Juve. Agli ordini dell’arbitro Calì il Milan schiera Trerè II, Kilpipn, Meschia, Bosshard, Giger, Heuberger, Pedroni I, Rizzi, Widmer, Trerè I, Attilio Colombo. La Juve ha il portiere-pittore Durante in porta, Bollinger, Mazzia, Goccione, Dimert, Squair, Streule, Armano, Vigo, Donna, Corbelli. Il Milan va in vantaggio con Rizzi, e riesce a respingere gli assalti della Juve, che si butta in avanti in cerca del gol del trionfo. Il girone finisce con Juve e Milan a 5, e il Genoa a 2. La Juventus ha il miglior quoziente-reti e ottiene il diritto a giocarsi la “bella” in casa, il 29 aprile.

Formazioni praticamente invariate rispetto alla gara di Milano, con il Milan che sostituisce Widmer con Guerriero Colombo mentre la Juve non cambia nulla. Di fronte all’arbitro Suter le due squadre giocano 120 minuti intensi, ma Durante e Trerè rimangono imbattuti e si rende necessario un secondo spareggio.

E qui nascono le polemiche e i veleni. Alla fine del 1905 la FIF si è trasferita da Torino a Milano, e questo fa subito pensare male gli juventini quando si vedono recapitare la sede del “replay”: il campo neutro è quello della Comasina. Neutro perché è il campo dell’US Milanese, ma pur sempre a Milano. Gli juventini fanno l’ultimo tentativo, vogliono giocare a Genova, campo che secondo loro sarebbe effettivamente neutro. Già hanno dovuto giocare a Milano la gara casalinga col Genoa, quando è troppo è troppo.

La società rinuncia, e il campionato va, per la seconda volta nella storia, al Milan. La supremazia dei rossoneri è confermata dalla vittoria nella prestigiosa Palla Dapples, a quei tempi quasi più importante del campionato. Certo è che la stagione si conclude tra i veleni, non solo tra la Juventus e la Federazione, ma anche all’interno della stessa Juve. Infatti, il presidente del primo titolo, lo svizzero Alfred Dick, viene sfiduciato quando si scopre che vuole cambiare il nome della squadra in Jugend Fussball Veerein, secondo alcune fonti cercando addirittura di trasferirla all’estero. Destituito Dick, la società finisce in mano a Carlo Vittorio Varetti, socio fin dall’inizio e giocatore della Juventus campione d’Italia 1905. Dick se ne va sbattendo la porta, e di lì a poco fonderà una nuova squadra, concorrente dei bianconeri, il Football Club Torino, coi colori granata.

Deja una respuesta

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *